IL TUO DIALOGO INTERIORE: Come migliorarlo per avere Successo
Ciao a tutti, oggi parliamo della parte più personale di noi stessi cioè del nostro Dialogo Interiore. Come possiamo comprendere ciò che l’esterno vuole comunicarci? Comepossiamo comprendere come affrontare una situazione anche complicata? Come possiamo ottenere il meglio dalle situazioni esterne? Il segreto è partire da noi stessi!
Un grande aiuto ci è stato dato, prima dal metodo cd. socratico (la maieutica)e, successivamente, da Tim Gallwey che nel 1972 pubblicò il libro “Il gioco interiore del Tennis”. Questo libro parla degli ostacoli che ogni sportivo incontra nella sua mente, ostacoli che però non sono solo di chi affronta lo sport ma nei quali capita a tutti noi di imbatterci nel nostro quotidiano.
Gallwey in particolare identifica e descrive dueparti di noi stessi (Se1 e Se2), affermando, dunque, che quando facciamo o pensiamo qualcosa è come se fossimo sempre in due:
- Il Se1 è la parte che dubita, critica, cerca di agire e alimenta le tensioni;
- Il Se2, invece, riesce a gestire molte più informazioni ma raramente viene lasciato lavorare come dovrebbe.
Da qui si comprende che non siamo mai soli, ma siamo sempre in compagnia di un dialogo interiore, che ha da dire su tutto: per questo agire nel qui ed ora aiuta molto le performance nella vita in genere. Il rimuginare del Se1 ed il dibattersi di queste sue, insistenti, voci non solo aumentano moltissimo lo sforzo, ma impediscono al Se2 di ottenere la migliore performance possibile.
Fondamentale e importantissimo è quindi far operare in armonia Se1 e Se2
Senza il Se1 non vi sarebbe una visione d’insieme per poter affrontare l’esterno in maniera ottimale. Un aiuto lo possiamo avere attraverso il coaching con i seguenti elementi:
Saper lasciar andare il giudizio;
Saper lasciar andare l’ego;
Saper agirenel qui ed ora;
Apprendere dai feedback che riceviamo;
Fidarsi delle nostre capacità naturali di apprendere guardando e visualizzando.
Riflettiamo sul fatto che ognuno di noi ha un continuo dialogo con se stesso che va da 150 a300 parole al minuto e arriva a circa 51.000 parole al giorno e che la forza delle parole sta nel significato a loro associato e nell’impatto che hanno sulle persone.
Le frasi e le immagini positive che ci poniamo hanno una funzione proficua sulla prestazione e sulla percezione che abbiamo.
Viceversa, dialoghi interni, ad esempio ipercritici, possono comportare note depressive e distruttive. Pensieri negativi interiori influiscono sul sistema delle credenze e favoriscono la realizzazione di eventi negativi.
Questo concetto è basato sull’idea che un’opinione, pur essendo falsa, per il solo fatto che la si crede vera, porta la persona a comportarsi in un modo tale per il quale poi l’aspettativa si avvera: “incoraggiato”dalla convinzione iniziale sul come andranno le cose, compiamo inconsapevolmente alcune azioni che portano quella circostanza a verificarsi.
Esempio: devo consegnare una presentazione al capo riguardante un mio progetto, continuo ad avere un Dialogo Interno negativo, continuando a dirmi che non ho fatto un bel lavoro, non sono stimata dal mio capo, ho colleghi che mi remano contro, non otterrò mai un riconoscimento o promozione, che mi è stato chiesto un progetto solo per farmi perdere tempo.
Sicuramente con un dialogo interno disfattista sarò stato distratto da pensieri negativi non permettendomi il 100% della concentrazione, non mi sarò impegnato totalmente dando per scontato che il progetto avrà esito negativo, mi porrò con una atteggiamento passivo e remissivo durante il colloquio con il mio capo, esponendo il mio progetto con insicurezza epoco entusiasmo risultando poco convincente e non coinvolgente pensando di non avere la collaborazione dei colleghi.
Risultato: molto probabilmente il progetto verrà bocciato facendomi sentire ulteriormente depresso e demotivato.
Per far in modo che il Dialogo Interno negativo non prenda il sopravvento dei nostri pensieri ci sono varie tecniche che si possono utilizzare, le più rilevanti sono: fermare il pensiero, applicare istruzioni positive, comunicare con se stessi in modo sempre costruttivo.
Quando pensieri negativi su noi stessi invadono la nostra mente è necessario fermarli, dicendo ad alta voce “Stop”. Dire “STOP” ci aiuta a rendere più incisivo il messaggio fornendoci una maggiore consapevolezza sulle riflessioni negative che stanno invadendo i nostri pensieri, condizionandoci.
Il “Trasformare un pensiero negativo in un pensiero positivo” è il metodo per avere successo verso l’esterno e vivere serenamente in primis con se stessi.
Per fare ciò possiamo usare anche un’altra tecnica:
Si descrive una situazione che porta a pensare o a parlare in termini negativi di se stessi;
Si identificano i pensieri negativiche abbiamo fatto;
Si identificano quei pensieri negativi cosicché da interrompere le negatività;
Si crea un insieme di frasi da sostituire a quelle pessimistiche, dando importanza aqueste rispetto a quelle iniziali.
Vi saluto consigliandovi la visione del film “Borg McEnroe” diretto da Janus Metz, un film molto interessante che tratta l’argomento del Dialogo Interiore, il quale vi porterà ad effettuare riflessioni che, se vorrete, potrete condividere sul gruppo FB
Buona Crescita personale a tutti













