IL SEGRETO DELLA FELICITA'
Il segreto della gioia è più facile da trovare di quanto non si possa pensare.
Per essere felici basta volerlo. Anche solo provare ad esserlo aiuta il benessere.
Lo sostengono due ricerche pubblicate sul Journal of Positive Psychology. I ricercatori Yuna L. Ferguson dello Knox College e Kennon M. Sheldon dell’Università del Missouri hanno scoperto, nel corso di due esperimenti, che basta il pensiero per vivere meglio.
Nel primo esperimento, gli studiosi hanno fatto ascoltare a 167 studenti del college “Rodeo” di Copland, generalmente considerata musica “allegra”.
Gli studenti sonostati divisi in due gruppi. Al primo è stato chiesto di fare uno sforzo consapevole disentirsi felici, mentre al secondo è stato chiesto di evitare ogni sforzo cosciente di alterare il proprio umore, di rilassarsi e anzi di osservare passivamente le proprie reazioni.
I ricercatori hanno scoperto che i partecipanti a cui era stato chiesto di provare a sentirsi felici e che avevano ascoltato una musica gioiosa avevano i livelli di umore più alti.
“Ciò dimostra che associare le proprie intenzioni a un metodo appropriato è importante nel migliorare l’umore”.
L’altro esperimento è stato condotto su un periodo di tempo più lungo, e ha coinvolto 68 studenti a cui sono stati fatti ascoltare diversi generi di musica “positiva” nel corso di due settimane.
I ricercatori li hanno divisi in due gruppi: a uno è stato chiesto di concentrarsi sul sentirsi felici, all’altro è stato detto di non fare alcuno sforzo di esserlo.
Ancora una volta, il gruppo a cui è stato chiesto dic oncentrarsi ha ottenuto una spinta decisamente superiore al benessere rispetto aquello a cui non era stato chiesto.
Cercare di essere felici, conclude la ricerca, potrebbe rappresentare un metodo efficace per ottenere vantaggi per la propria salute, soprattutto quelli che derivano da un senso di benessere e da un atteggiamento positivo.
La felicità viene spesso legata a condizioni psicofisiche ottimali, a un livello superiore di soddisfazione nel rapporto con il partner, a una minore vulnerabilità alle malattie, nonché a una vita più lunga.
Stati di rabbia prolungata, al contrario insieme ad altre emozioni negative, sono in grado di incidere significativamente sulla nostra salute, fisica ementale.
Tanto che una ricerca dell’Università di Granada del 2012 ha scoperto che un atteggiamento pessimista o fatalista verso il passato, presente e futuro vieneassociato a una più bassa qualità della vita, e a una percezione più negativa dellapropria salute.
Tuttavia i ricercatori hanno anche notato che le buone intenzioni diper sé non bastavano ad accrescere la felicità, ma che dovevano essere sostenute da attività che la favorissero.
Quindi il senso è: sommare il desiderio della felicità ad attività positive come l’esercizio, il sonno e l’interazione sociale serve ad elevare il tuo umore, e a migliorare la tua prospettiva di vita.
“Chiaramente non possiamo alterare il patrimonio genetico o le circostanze specifiche delle nostre vite”, scrivono gli autori, “ma potremmo essere in grado di modificare intenzionalmente il nostro comportamento in modo tale da migliorare il nostro benessere”.
La felicità è quindi uno stile di vita, uno stato mentale, un modo di pensare e vivere assaporando ogni minuto. Non è detto che sia facile, non esistono formule magiche o stravaganti alchimie e la felicità è più vicina di quanto si pensi: basta chiudere gli occhi, lasciarsi andare alla vita e sentire che tutto è possibile.
Sempre! Anche quando il vento sembra infuriare, quando abbiamo la sensazione di navigare faticosamente contro corrente, quando vorremmo che tutto fosse semplice e a portata di mano, la felicità è possibile.
Lo so, la felicità è una parola che fa paura.
Ci hanno insegnato a non sognarla e a non invocarla, così spesso abbiamo paura di nominarla e facciamo giri immensi in nome del “benessere”, della “serenità”, della tiepida sicurezza della “stabilità”.
E, invece, abbiamo tutti il diritto di sentirci felici, di ridere, di lasciarci incantare da un profumo improvviso, da un gusto intrigante, da un sogno ammaliante.













